martedì 24 maggio 2011

Alpino con buffetteria per il Vetterli.


Questa foto mostra un alpino o un territoriale di fanteria, periodo prima guerra mondiale, equipaggiato con il fucile Vetterli, vista la baionetta, con la particolare tasca. Non essendoci il cappello è difficile dire se si tratti di un alpino o di un territoriale. Vista la provenienza della foto (Vicenza-Schio-Valdagno), fa pensare ad un alpino.
Indossa la tipica giubba, mod. 1909 truppe a piedi, caratterizzata dai “salsicciotti”, alle spalline.
Molto interessante la buffetteria.
Porta la buffetteria, in cuoio di bufalo, con le giberne, per i colpi del Vetterli, modello 1877, modificate nel 1887.
La modifica consisteva, rispetto l’altra giberna (mod.1877), nei ganci, due nella precedente, in quanto ne era prevista una sola da portare sul davanti, mentre, come si vede dalla foto, una nel nuovo modello, che permetteva di portarne due. Una per le munizioni ed una per l’attrezzi.
Il Vetterli fu largamente usato durante il primo conflitto mondiale.

martedì 10 maggio 2011

Sergente Maggiore Ardito in G.U.


Siamo nel 1938. È facile datarla, visti alcuni particolari uniformologici. Porta i gradi istituiti dopo il 1937 ed il cinturino, della stessa stoffa della giacca (istituito con circ. n. 900 del 1937), i paramani, ancora a punta (fino al 1938) e le particolari trecciole (solo per i sergenti maggiori), istituite con circ. 273 del 1938.
Al bavero, nero, porta le pipe filettate, probabilmente del Genio. Nella grande uniforme, a differenza della ordinaria da libera uscita, erano presenti, oltre alle trecciole, le decorazioni e le particolari controspalline in metallo, tipo quelle portate dalla truppa.
La sciabola, con dragone e pendagli in cuoio, è la mod. 29 per sergenti e sergenti maggiori Armi a piedi.
Come calzature erano previsti, con i pantaloni corti, i gambali. Nel 1939 fu concesso l’uso degli stivali. Dalla foto sembrano essere presente le filettature ai pantaloni che non dovrebbero esserci.
Al braccio, sopra il distintivo di grado, figura il distintivo da Ardito, su panno nero.
Al petto le decorazioni:
una croce al V.M.;
una croce al merito di guerra;
guerra 1915-18, con una fascetta.
Da quanto visto, si dovrebbe trattare di un “ragazzo del ‘99”, richiamato nel 1917 o 1918.