venerdì 29 luglio 2011

Tenente del Genio Ferrovieri 1910



L’ufficiale raffigurato è un tenente del 6° reggimento Ferrovieri del Genio, con il nuovo fregio istituito nel 1910 con circ. 388 del G.M.U..
La specialità Ferrovieri viene creata nel 1874, con due compagnie per ognuno dei due reggimenti Genio creati in quell’anno.
Successivamente, nel 1883, i reggimenti Genio diventano 4. Nel 4° reggimento, accanto alle specialità pontieri e lagunari, nasce la Brigata (battaglione) Ferrovieri su 4 compagnie. Il 4°, avendo molti materiali da trasportare (equipaggiamento da ponte) ha anche una brigata Treno. Ricordiamo che la specialità Treno, non ha nulla a che vedere con i ferrovieri, erano i reparti trasporti. In quel periodo il fregio dei ferrovieri era quello tipico del Genio, asce incrociate, con granata esplodente con il numero 4. La truppa portava, a differenza degli altri genieri, la nappina verde con disco nero e numero della compagnia in bianco.
Nel 1915 i reggimenti Genio passarono a 5. L’ultimo, il 5°, era Minatori (lavori di mina). La Brigata Ferrovieri divenne autonoma.
Solo nel 1910, nacque il 6° Ferrovieri su due battaglioni. In questo reggimento ebbe il battesimo il futuro Servizio Automobilistico, proprio nel 6° era stato costituito il battaglione automobilisti.
Il nostro tenente indossa l’uniforme da campagna mod.1902 che aveva sostituito, gradualmente, l’uniforme con i gradi a fiorone. Il berretto è quello regolamentato nel 1895, in panno nero, con sopraffascia in velluto e filettature cremisi, tipiche del Genio. I bottoncino, reggi-sottogola, erano in metallo giallo (dorato) con il tipico distintivo del Genio, elmo, mantello, scudo e lancia, tutto intorno la scritta Genio Militare.

mercoledì 13 luglio 2011

Raro libro di Caccia Dominioni



Sul volume uscito su Caccia Dominioni, edito dallo S.M., sull’attività editoriale del Comandante, compariva un libro intitolato “Elogio delle ombre cinesi”, stampato in Cairo d’Egitto nel MCMXXXI.
L’unica copia trovata, così dice i libro, è all’Istituto di Cultura del Genio (museo).
Da molte ricerche fatte, non ero riuscito a trovare nulla.
Un giorno mi capita di acquistare, su internet, un volume, scritto da PCD, intitolato “Basta con questa guerra”. Su nessuna bibliografia risultava questo titolo.
Una volta arrivato, viene sciolto il mistero! Il primo scritto è chiamato, appunto, “elogio delle ombre cinesi”, mentre la storia, con il titolo del libro, è solo a pagina 35, divisa in tre lettere scritte a Franz BUCCIANTI. Probabilmente il volume, custodito al Museo, non aveva la copertina, per questo è nato questo malinteso. Il volume, di 50 pagine e molti disegni, contiene, in tutto, 7 racconti, oltre ai due citati, torviamo:
Siamo tornati sul Peuma;
Maggio diciassette;
Cinque barili e trentatre bottiglie;
Quota innominata del Carso;
Arcibaldo ovvero il Forte di Rutbah.
Il libro è dedicato al fratello Cino, sottotenente degli Alpini, caduto nel combattimento di sasso rosso, il 28 Gennaio 1918.

lunedì 4 luglio 2011

Capitano di Artiglieria, in Colonia, comandato nella R.Aeronautica



Queste due stupende foto fanno vedere un capitano di artiglieria pesante campale (di Corpo d’Armata), periodo intorno al 1936 una, in uniforme coloniale con casco e l’altra con berretto rigido kaki.
Nel tondino del fregio è apposto il distintivo che indicava lo stato di “comando” presso nella R.Aeronautica.
La disposizione fu adottata con atto n.26 del 1928 anno VI (pubblicata sul Giornale Ufficiale del Ministero della Guerra) e ribadita con circolare n. 249 del Giornale Ufficiale della R. Aeronautica.
La disposizione recita che: “gli ufficiali del R.Esercito comandati nella R.Aeronautica, portino, come speciale distintivo, nel fregio del berretto, al posto del numero del reggimento o della Croce di Savoia, un motorino con elica ricamata(?) in oro, secondo il modello annesso alla circolare 339 del Giornale Militare 1912.”
In realtà l’elica era stata sempre metallica, un piccolo refuso editorale.