giovedì 22 settembre 2011

A pranzo con il Duce


Qualche anno fa, ebbi la fortuna di conoscere l’Ambasciatore Filippo ANFUSO, figlio dell’omonimo Ambasciatore di Germania durante il Fascismo.
Dopo avermi dato diverso materiale, appartenuto al padre, un giorno mi chiamò dicendomi di avere la Carta Annonaria di Mussolini! Pensavo fosse una carta nuova, consegnata e mai utilizzata.
Avevo letto, sul libro donna Rachele, che il Duce utilizzava, come tutti gli Italiani, la Carta Annonaria. Non voleva avere privilegi rispetto ai cittadini che soffrivano durante la guerra. Cosa, per me, molto, diciamo, “strana”, visto il comportamento a cui ci hanno abituato i nostri politici!
Per questo motivo ero un po’ incredulo, su quanto scritto dalla consorte del Capo del Governo!
Arrivato a casa dell’Ambasciatore vidi la carta. Rimasi sbalordito dal constatare che la Carta (era quella relativa all’acquisto dello zucchero, grassi e sapone) era stata regolarmente usata! Erano evidenti i timbri dei negozi dove Il Duce “faceva la spesa”! L’Ambasciatore mi spiegò cosa era successo. La Carta era del periodo Luglio-Ottobre 1943. Il Duce teneva la Carta nell’interno del libro “Italia mia” di Papini. Questo libro, in possesso dell’Ambasciatore, aveva molte annotazioni, di pugno del Duce, con la matita blu e rossa. Alla fine del volume appariva la firma M. Benito. Prima di essere arrestato, lo regalò al padre, dimenticandosi di togliere la Carta Annonaria.
Quando fu portato a Ponza, come si è visto in una trasmissione televisiva, avendo smarrito la Carta, fu provvisto di un’altra.
Questo straordinario documento ci fa capire lo spirito di un uomo, molto in contrasto con i politici di oggi e, anche, con molti dell’epoca!

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