lunedì 28 dicembre 2015

Maggiore del Corpo di Amministrazione della Guardia Alla Frontiera (G.A.F.)

Maggiore di Amministrazione per Settore G.A.F.

In uniforme da marcia con berretto.
Inizialmente le uniche truppe ad avere una uniforme specifica, per la Guardia Alla Frontiera, erano le tre Armi:
  • -        Fanteria;
  • -        Artiglieria;
  • -        Genio.

Successivamente, con lettera prot. n. 75630, del Gabinetto,  del 1° di Settembre del 1939, l’uso della particolare uniforme, con bavero in panno verde, tipica della  G.A.F. , fu estesa ad alcuni servizi.
La lettera, in oggetto, prendeva in esame i seguenti Servizi, concedendo la filettatura, tipica del Servizio, al bavero verde:
  • -        Medici;
  • -        Amministrazione;
  • -        Maestri di scherma.

Questa disposizione fu presa per analogia di quanto avvenuto con circ. n. 50350 del 19 Giugno (Gabinetto) che prevedeva l’uso, per questi Servizi, della mostrina Divisionale.
L’ufficiale fotografato è un Maggiore del Corpo di Amministrazione. Porta, al cappello, il fregio specifico di stella  con corona e croce dorata nel tondino nero. I distintivi di grado dovevano essere filettati di azzurro scuro, stessa filettatura che era presente, in virtù della lettera su citata,  al bavero della giubba.
A rigor di logica, i gradi al berretto, dovevano essere su panno verde (per mostreggiature), come gli altri ufficiali della G.A.F..
Al braccio scudetto ricamato della G.A.F. con il numero del settore.

giovedì 14 maggio 2015


 
 
Aspirante fanteria meccanizzata del Reggimento Fanteria

Questo aspirante ufficiale, con il particolare distintivo di grado nero bordato d’oro, porta il fregio stabilito per la Fanteria Meccanizzata. Il fregio è il tipico della Fanteria, fucili incrociati con Corona Reale ma, al posto del tondino nero, porta una ruota dentata.

L’uniforme indossata è l’Uniforme Ordinaria, composta da:

-        berretto rigido;

-        giubba, colletto in colore azzurro chiaro, con le controspalline di panno grigio verde ed i nastrini di decorazioni;

-         camicia bianca con colletto rivoltato (floscio o inamidato);

-        cravatta nera opaca;

-        pantaloni corti (fuori servizio potevano portarsi i pantaloni lunghi con calze e scarpe nere basse, sempre senza speroni);

-        stivali, gambali e speroni quando previsti, o scarpe nere basse;

-        la sciabola (non era portata quando si portavano i pantaloni lunghi) aveva la dragona ed i pendagli in cuoio nero.

-        guanti in pelle scamosciata o liscia marrone, fuori servizio facoltativamente si portavano quelli bianchi, neri per i bersaglieri.

mercoledì 22 aprile 2015


Ufficiali di Artiglieria R.S.I.

Questi due ufficiali (Roma 1944) di artiglieria portano le nuove mostrine previste per quest’arma.

Le mostrine sono a tre punte gialle, sulle mostrine il caratteristico gladio che ha sostituto le stellette.

Altra modifica sono i distintivi di grado.

Non più sulle manopole ma sulle controspalline semifisse in forma di stellette che, ora, sono in ricamo argento, non dorato.

L’uniforme è quella adottata agli inizi della seconda guerra mondiale, adeguata al tempo di guerra.

Portano il berretto da campo (bustina) a visiera, già molto in uso precedentemente alla R.S.I.. come fregio è ancora quello precedente.

martedì 7 aprile 2015

                                                 Corpo di Commissariato Militare
Il Corpo di Commissariato militare era suddiviso in:
- A - Commissariato;
- B - Sussistenza.
Nel Commissariato erano presenti anche Ufficiali Generali, nella Sussistenza no. Esistevano solo ufficiali Commissari mentre, nella Sussistenza, erano previsti sottufficiali e truppa. Le due foto rappresentano:
A- Un colonnello Comandante (Direttore) del Commissariato, in Grande Uniforme G.V.. Fregio, al berretto, composto da disco con croce oro, racchiuso tra due rami di alloro sormontati da corona reale. Uniforme composta da giacca mod.33 con colletto in velluto viola, pantaloni con banda nera e filettatura viola. La filettatura era prevista anche per i distintivi di grado, sia sul berretto che alle manopole. Controspalline metalliche da ufficiale superiore (bordo più grande), con fregio del Corpo e sottopannatura nel colore caratteristico (Viola). Bandoliera dorata con aquila dello stesso colore. I Colonnelli, nel 1942, erano 21. La metà, circa, Direttori.
B- Un sottotenente del Corpo di Commissariato – Sussistenza. L’uniforme è sempre la G.U. grigioverde, stessi attributi. Il fregio da cappello, consisteva in una stella a cinque punte con croce oro su azzurro, sormontata da corona reale. Colletto nero con fiamme ad una punta, azzurro scuro. Filettature (controspalline, distintivi di grado e bande) dello stesso colore. I sottotenenti dei servizi, portavano il grado da berretto, filettato sopra e sotto.

mercoledì 18 marzo 2015

Guastatori di Fanteria

Guastatori di fanteria Questa foto mostra parte di un plotone di Guastatori di Fanteria del V Battaglione. Le numerazioni di questi reparti dipendeva dal Corpo d’Armata cui erano assegnati, in questo caso il V. La speciale mostrina, istituita con circ. n .21 del 1941, l’avrebbero dovuta portare solo sulla giacca mentre qui, l’ufficiale, le porta anche sul cappotto. Con la stessa circolare fu adottato il fregio da Geniere Guastatore, qui portano anche questo. Nel tondino del fregio da berretto veniva messo il numero, romano, del C.d’A. di appartenenza in rosso (F.d’O. 314/41). Non tutti i guastatori portavano il fucile, alcuni, come si vede dalla foto, portavano la pistola mod. 34 in cal. 9 mm. Era prevista per i flammieri (solo loro non l’aiutante), i sottufficiali ed i Guastatori del “nucleo sostegno”, composta da mitraglieri e mortaisti. Pochi battaglioni raggiunsero il fronte, in particolare il II ed il XV che operarono, con i rispettivi C.d’A., sul Fronte Orientale con l’8° Armata. Il XV fu citato due volte sul Bollettini di Guerra. Dopo l’azione dell’agosto del 1942 (Quota 190 di Jagodony 21-26 agosto 1942), il comando fu assunto dal capitano G.Satta che, dopo l’8 Settembre, comanderà la 1 compagnia del battaglione Valanga della Decima. Il sten. Alberto ROSSI, del XV battaglione di C.d’A., meritò la medaglia d’Oro al V.M. alla memoria (16 Dicembre 1941).