I Pionieri del Volo


Sommario
BREVI CENNI STORICI

REGIO ESERCITO
REGIA MARINA

LE UNIFORMI
TROFEI DA BERRETTO

REGIO ESERCITO
REGIA MARINA

DISTINTIVI DI CARICA E/O SPECIALITÀ'
REGIO ESERCITO
REGIA MARINA





BREVI CENNI STORICI
REGIO ESERCITO
Per i Pionieri del volo si intende tutto ciò che fu prima della nascita della terza forza armata:
la Regia Aeronautica.
Quindi dalle prime ascensioni con i palloni liberi e frenati alla costituzione della Regia Aeronautica il 28 Marzo del 1923.
L’Arma nasce dal Genio con la prima unità nel 1884 una sezione, comandata dal Conte Alessandro PECORI GIRALDI, presso il distaccamento del 3° Reggimento Genio (telegrafisti) in Roma.
Trasformata in compagnia nel 1887, ancora al comando di PECORI-GIRALDI, il reparto partecipò alla Campagna d'Eritrea con tre palloni Aerostatici: il SERRATI, il VOLTA, il LANA, cui furono assegnati compiti di osservazione.
Nel 1894 venne formata una seconda compagnia, che con la prima dette vita alla "Brigata Specialisti del Genio", ancora alle dipendenze del 3° Reggimento del Genio (Telegrafisti); finalmente, nel 1909, il reparto divenne autonomo sotto la denominazione di "BRIGATA SPECIALISTI AUTONOMA DEL GENI0".
Con l'inizio del nuovo secolo la Brigata Specialisti conobbe un nuovo sviluppo: nel primo decennio del '900 si erano infatti effettuati, un po' in tutto il mondo, i primi voli con Dirigibili ed Aeroplani. In Italia, nel 1908, erano iniziate a Vigna di Valle, sul Lago di Bracciano, le esperienze con il primo dei Dirigibili Militari, lo N. 1. l'anno dopo venne brevettato il primo pilota militare Italiano di Aeroplano, il Calderara.
Il nostro Stato Maggiore con provvedimenti attuati nel 1910 e nel 1911, riordinò la Brigata in "BATTAGLIONE SPECIALISTI DEL GENIO, per incorporare Reparti idonei all'impiego dei Dirigibili e degli Aeroplani.
Nell'Agosto del 1911 i nuovi mezzi aerei vennero impiegati per la prima volta, nel corso delle grandi manovre nel Monferrato, svoltesi con due partiti contrapposti, l'azzurro ed il rosso. I risultati conseguiti, anche se i voli furono fortemente avversati dal maltempo, furono tali da determinare l'invio di Reparti aerei in Libia nella Guerra Contro la Turchia, scoppiata poco dopo.
Insieme agli Aviatori Militari alcuni piloti civili, tutti volontari, formarono la "Flottiglia Aviatori Volontari Civili", comandata dall'Onorevole Avvocato Carlo MONTU', assimilato con il grado di Capitano.
Durante questa guerra, vennero stabiliti alcuni "primati" mondiali:
-Il Capitano PIAZZA, comandante la Flottiglia Militare, compì, il 23 Ottobre 1911, il primo volo di guerra;
-Il Tenente GAVOTTI lanciò per primo dall'aereo alcune bombe, tipo "CIPELLI", nel corso della Campagna vennero impiegate anche le "BONTEMPELLI" e le "CASSETTE CAMPODONICO";
-Ancora il Capitano PIAZZA compì i primi esperimenti di fotografia aerea: una macchina fotografica tipo BEBE’ ZEISS, presa a prestito dalla sezione fotografica del Genio Militare di Tripoli, fu installata a bordo del suo aereo. Tuttavia, per l'impossibilità di cambiare la lastra, si poteva scattare una sola foto per ogni volo.
Finita la guerra contro la Turchia, la specialità, pur fra le incomprensioni di molti settori militari, proseguì la sua espansione. Si pensò di istruire personale di Artiglieria con il compito di osservazione e direzione tiri; allo scopo venne istituita una sezione speciale per il personale di Artiglieria e, nel Settembre 1914, fu costituito un "Gruppo Specialisti di Artiglieria" .
Il 7 Gennaio del 1915 fu costituito il CORPO AERONAUTICO MILITARE, su due Comandi, di Aeronautica, l'Aviatori ed il Dirigibilisti ed Aerostieri.
Nonostante l'esperienza Libica, l'Italia all'inizio della guerra Europea, aveva solamente 14 Squadriglie, per un totale di 58 aerei, 5 Dirigibili e 3 sezioni Aerostatiche, per complessivi 150 piloti.
Gli aerei tutti di progettazione straniera, furono costruiti in Italia su licenza. Ma già dal Maggio del 1915 nascono i primi aerei completamente Italiani: i Caproni, che furono i primi bombardieri costruiti nel mondo.
Nel corso della guerra si arrivò si arrivò a produrre ben 12.000 aerei di vario tipo.
Sinteticamente alcune cifre sull'operato della nostra Aeronautica: 643 aerei abbattuti contro i nostri 128, circa 2000 caduti, 25 medaglie d'oro al V.M., circa 1800 d'argento e 1400 di bronzo.
Finito il primo conflitto mondiale furono smobilitate le Forze Armate, così pure la nascente specialità.
Il 28 Marzo del 1923, dopo questo periodo "pionieristico", nasce la Regia Aeronautica quale Forza Armata autonoma.

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REGIA MARINA
Il primo contatto della Marina da guerra Italiana con il " più leggero dell'aria" avvenne nel 1907, quando vennero imbarcati sull'incrociatore "ELBA" alcuni mezzi aerei della "Brigata Specialisti del Genio", in occasione delle grandi manovre navali, che quell'anno si svolsero nello stretto di Messina: dopo alcune prove con uno sferico, fu imbarcato un Draken col quale vennero compiuti alcuni esperimenti di osservazione e di individuazione di torpedini, manovrato da un equipaggio misto di genieri e marinai.
La Marina decise solamente nel 1910 di dotarsi di mezzi aerei: fu deciso di assegnarle due Dirigibili, da dislocare sui nuovi aeroscali di Taranto e Jesi. I primi piloti si stavano nel frattempo già formando, insieme a quelli dell'Esercito.
I tempi erano ormai maturi per la creazione di una prima sezione di idrovolanti: questa, denominata "Sezione Idroaeroplani" venne costituita a cura del Ministero della Guerra nell'Ottobre del 1912, con sede a Venezia. La sezione, pur costituita a cura dell'Esercito, era al servizio della R.Marina, che a tale fine forniva un proprio contributo. Questo fu il primo reparto di Idrovolanti mai costituito nel mondo.
Nel 1913 la R.Marina decise di dotarsi in proprio di una componente Aeronautica. Nel mese di Maggio venne costituita una "Sezione Aeronautica", presso il I Reparto del Capo di Stato Maggiore. La stazione idrovolanti di Venezia venne perciò trasferita alle dipendenze della R.Marina, che decise di mantenere anche alcuni Idrovolanti presso l'Arsenale di La Spezia.

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LE UNIFORMI
Il personale in servizio o comandato presso i Reparti aeronautici, non aveva uniformi differenti dagli altri Reparti dell'Esercito.
Per cui Ufficiali e Sottufficiali continuarono a portare le uniformi previste.
Per la truppa il discorso è più complesso. Fino all'adozione dell'uniforme grigio-verde, la divisa utilizzata è quella del Genio, giubba e pantaloni Blu Turchino mostrine nere filettate di cremisi, contro-spalline metalliche dorate formate da un intreccio di un'appia (ascia), un piccone ed una zappa. Bottoni dorati con appie incrociate granata esplodente con croce al centro. I copricapo come per il Genio, nappina, quando prevista, in lana blu cobalto, disco nero e numero arabo in filo bianco. Uniformi da fatica e coloniali come per il resto del Regio Esercito.
Con l'adozione dell'uniforme grigio-verde, istituita nel Dicembre 1908 e adottata l'anno seguente, venivano regolamentate due diverse giubbe da truppe:
-armi a piedi;
-armi a cavallo.
Per i pantaloni, tre differenti tipi:
-armi a piedi;
-armi a piedi truppe da montagna;
-armi a cavallo.
Gli Specialisti del Genio indossavano, inizialmente, la giubba armi a cavallo ed i pantaloni armi a piedi, quelli di Artiglieria invece, giubba e pantaloni armi a piedi. Durante il corso della guerra tutta la truppa dei Reparti di Aeronautica- sia Genio che Artiglieria- tese ad utilizzare giubba e pantaloni armi a cavallo; nonostante quanto detto, spesso, a causa probabilmente della mancanza delle giubbe, furono utilizzate le giubbe armi a piedi anche per gli Specialisti del Genio.
Sulle spalline della truppa venne disposto (Circ.N.°302 del G.M. 28-04-15) l'adozione delle seguenti sigle:
Dr = Battaglione Dirigibilisti;
Ar = Battaglione Aerostieri;
SQ =Squadriglie Aviatori;
SC = Battaglioni Scuole Aviatori;
Av.A = Gruppo Squadriglie Aviazione di Artiglieria;
Sp.A = Gruppo Specialisti di Artiglieria.
Successivamente, siamo nel 1923 (Circ. del G.M. N.°158/23), furono istituite le nuove uniformi del Regio Esercito Italiano.
Per quello che interessa la nostra trattazione, il Corpo Aeronautico, fu introdotto il colore blu cobalto al colletto dritto dell'uniforme, già adottato con la circ. 614/20 e subito abolito, anche se risulta portato fin da quel momento.

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TROFEI DA BERRETTO

REGIO ESERCITO
Come per le uniformi così per i berretti non ci furono, sino al periodo da noi considerato, nessuna differenza tra gli appartenenti ai reparti Aeronautici e gli altri, salvo un copricapo- tipo bustina sahariana (Del Giudice UNIFORMI MILITARI ITALIANE VOL. 1° tav.CXXV n.°2) portato nell'ultimo periodo. Uniche differenze erano i trofei e i particolari attributi che venivano posti nel tondino.
Iniziamo, per ordine cronologico, a parlare della Brigata Specialisti. Gli appartenenti a questa Brigata, essendo alle dipendenze del 3° Genio Telegrafisti, portavano il caratteristico fregio composto da appie incrociate, granata esplodente con al centro il numero 3. Unica differenza era la nappina di lana blu cobalto con il numero arabo bianco su disco nero. I numeri nella nappina corrispondevano a:
1 - Truppa e Servizi;
2 - Aviatori,
3 - Dirigibilisti,
4 -Stabilimento di esperienze e costruzioni Aeronautiche.
Finalmente, nel 1910 (G.M. 388/10), venne adottato il nuovo trofeo: una granata esplodente con sotto una serie di strali con al centro della granata la sagoma di un grosso Dirigibile. Il trofeo era in metallo dorato con il dirigibile in argentana. Sul berretto da ufficiale e sottufficiale era in ricamo con le stesse caratteristiche, per la truppa era in ricamo cremisi e bianco fino al 1911, dopo divenne nero e bianco. Alcuni appartenenti ai Reparti Aerostieri caricavano nel tondino del fregio, un piccolo Aerostato ricamato o metallico, ciò non era regolamentato da nessuna circolare, visto che avrebbero dovuto portare il fregio su descritto da Specialista. Per gli Aviatori e Dirigibilisti occorre dividere due periodi: fino al 7-1-15, data di creazione del Corpo Aeronautico Militare, e dopo tale costituzione. Nel primo periodo considerato il fregio era quello dell'Arma di provenienza, ad esclusione di quelli del Genio che indossavano il fregio degli Specialisti. Nel 1912 (G.M. 568/12), gli ufficiali Aviatori apposero un'elica con motore stellare, i Dirigibilisti e Aerostieri, un Dirigibile in metallo. In quello stesso periodo anche gli Aviatori provenienti dal Genio apposero l'elica al posto del dirigibile nel tondino del trofeo da specialista.
Ricapitolando dal 1912 all'inizio del 1915 abbiamo la seguente situazione:
Aviatori, Dirigibilisti e Aerostieri provenienti dal Genio: fregio da specialista con elica o dirigibile,
Aviatori, Dirigibilisti e Aerostieri, di altre Armi o Specialità: trofeo dell'Arma o Specialità di provenienza con elica o dirigibile.
Nel secondo periodo, dal 1915 in poi, le cose cambiarono, distinguendo tra i Comandati, che continuarono a portare il fregio di provenienza caricato con elica o dirigibile, e questa volta vale anche per quelli provenienti dal Genio, e quelli in Servizio effettivo presso il Corpo Aeronautico, i quali portarono, indipendentemente dalla provenienza, il fregio da Specialista con elica o dirigibile. Con una circolare (G.M.U. 514/16) si ribadì questo concetto, tra comandati ed effettivi.
Come visto nei cenni storici, nel Settembre del 1914 era stato istituito il Corpo Specialisti di Artiglieria; il trofeo, per la truppa era (G.M.U. 302/15) quello dell'Artiglieria da Fortezza , cannoni e fucili incrociati, con croce di Savoia nel tondino. Le squadriglie Aviatori di Artiglieria portavano il fregio dell'Artiglieria campale con elica nel tondino.

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REGIA MARINA
Per la R.Marina è estremamente più semplice. Difatti non furono adottati particolari trofei da berretto, per cui dal solo berretto non si poteva evincere l'appartenenza dell'Ufficiale a Reparti Aeronautici. Unica eccezione i Volontari aeronautici.
L'arruolamento di questi avvenne con una disposizione del 1915 (R.D. del 9/5/15 n.°657), riservato, naturalmente, ai soli possessori di brevetto da pilota, con varie disposizioni ne fu prorogato il volontariato per tutta la durata della guerra e furono equiparati, agli effetti disciplinari coloro che non erano Ufficiali, al grado di Sottotenente (Decreto Luogotenenziale 424 del 24-3-18 art. 1).
Occorrerà attendere fino al 1918 (Atto n.°323 Giornale Ufficiale della R.Marina) per avere una disposizione che introduca un particolare fregio, difatti questi volontari apposero l'elichetta sull'ancora del trofeo da berretto.

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DISTINTIVI DI CARICA E/O SPECIALITÀ'

REGIO ESERCITO
Come detto al capitolo precedente le uniche differenze che contraddistinguevano gli appartenenti ai Reparti di Aeronautica erano i distintivi che venivano portati sulle maniche e sul berretto.
Il primo fregio che fu istituito fu quello che differenziò il personale-sottufficiali e truppa- applicato presso la "Brigata Specialisti del Genio".
Detto fregio consisteva in un aerostato ricamato, cucito verticalmente sulla manica sinistra della giubba o del cappotto(G.M. 113/06). Per i sottufficiali il globo che costituiva il fregio era in ricamo argento, rete, attacchi e navicella in ricamo d'oro, il tutto su panno nero. Per la truppa il globo era in seta bianca, mentre rete, attacchi e navicella in lana rossa, il tutto su panno turchino. Quando l'uniforme divenne grigio-verde il fregio fu ricamato per tutti su quel tipo di panno. I primi piloti d'aereo Italiani si andavano, intanto, brevettando, sia in Italia, che all'estero, soprattutto in Francia; per cui fu istituito il distintivo che distingueva questi brevettati.
Consisteva in un aquila in volo con sopra la corona reale, per chi aveva conseguito il brevetto di pilota militare- 2° grado- e senza corona per quelli in possesso del 1 ° grado (G.M. 339-12).
Era ricamato su nero, per le uniformi nere e in grigio-verde per le altre; alcuni autori sostengono che l'aquila fosse sempre ricamata su nero anche per l'uniforme grigio-verde (Cronistoria della Aeronautica Militare Italiana Vol. 1 pagg.133-134.), ipotesi non del tutto priva di fondamento, viste varie foto d'epoca.
Su un documento dello Stato Maggiore Aeronautica - Ufficio Storico (Distintivi per Piloti dell'Aeronautica Italiana e successive modifiche dalla istituzione ad oggi. ROMA 31-3-62) si accenna ad un primo distintivo che consisteva in due ali portate sul paramano. Di questo distintivo non si conosce l’adozione. Fu senz’altro usato (in Libia) viste alcune foto d’epoca.
Anche per gli ufficiali che operavano sui dirigibili furono istituiti vari tipi di fregi (G.M. 25/14).
Detti fregi venivano portati nello stesso modo del precedente. Per il Comandante di Dirigibile era composto da due ancore incrociate con ai lati due ali, sopra la corona reale, tutto in ricamo dorato; il Comandante in seconda portava lo stesso fregio ma la corona era in ricamo argentato, gli altri Ufficiali facenti parte dell'equipaggio (ufficiali di bordo) portavano lo stesso fregio senza corona. I dirigibili erano considerati delle vere e proprie navi. Per questo motivo gli incarichi erano simili a quelli della R.Marina, vedi ad esempio il vice-comandante, che in Marina è detto Comandante in 2°.
Oltre ai piloti, su alcuni aerei, erano imbarcati Ufficiali con compito di osservazione aerea.
Anche per questi fu istituito un particolare fregio, due ali con uno scettro al centro in ricamo dorato ed una grossa 0, sopra lo scettro, in ricamo d'argento, il tutto portato come per gli altri fregi su descritti. Compiti di osservazione erano affidati anche a personale imbarcato sui mezzi "più leggeri dell'aria" in particolare gli osservatori dei Draken (Draken Ballon italianizzato in “palloni Drago”, in realtà draken vuol dire “cervo volante”, aquilone!) portavano un peculiare fregio composto da un Drago alato, in ricamo dorato, con una 0 in ricamo d'argento tra le zampe. Questo fregio non risulta mai regolamentato.
I Piloti di pallone sferico avevano il fregio simile ai Dirigibilisti, solo che invece di due c'era una sola ancora argentata(Determinazione Ministeriale prot. 17475 del 1-11-16).
Ora prendiamo in esame i fregi portati dai Sottufficiali e dalla truppa (G.M.25/14):
-Piloti con brevetto di 1° grado: grossa elica tra due apportata su entrambe le maniche, il tutto in ricamo d'argento;
-Piloti con brevetto di 2° grado: fregio come il precedente ma in ricamo dorato;
-Falegnami Montatori: ascia incrociata con un'elica;
-Meccanici Motoristi: un motore stellare a 7 cilindri;
-Naviganti su Dirigibile: per i meccanici motoristi un'elica, più piccola di quella per i sottufficiali piloti, con due ali; per i timonieri un timone al centro con lateralmente due ali.
Ad esclusione dei piloti, i fregi erano portati sulla sola manica sinistra ed erano in ricamo dorato per sottufficiali e nero per la truppa.
-Mitraglieri : un M in argento tra due ali in ricamo dorato.
Dopo la fine della guerra - precisamente nel 1919- furono adottati sia un nuovo distintivo da Ufficiale Osservatore, formato da un'aquila, in ricamo dorato, in volo, con tra le zampe una grossa O argentata, questo tipo di fregio non risulta molto usato, sia il distintivo da Comandante di Dirigibile Esploratore, detto fregio consisteva in quello già adottato dagli Ufficiali di bordo, ali dorate con doppie ancore incrociate, con in più una stella ricamata a 40 mm sopra le ali (G.M. 8/19). Anche questo fregio, forse, non fu mai utilizzato.
Sempre nel 1919, nell'ambito della riorganizzazione del servizio Fotografico e Telefotografico, fu proposto un fregio da braccio per i fotografi d'Aeronautica; il distintivo proposto era costituito da una macchina fotografica con un'elica orizzontale, non risulta che questo fregio sia stato adottato.
Per alcuni autori (S.M.A. - Ufficio Storico -Distintivi per Piloti dell'Aeronautica Italiana e successive modifiche dalla istituzione ad oggi. ROMA 31-3-62), solo nel 1923 le varie aquile furono poste sul petto al disopra dei nastrini delle decorazioni. Ma da varie foto viste e da documentazione esaminata, si può ritenere che probabilmente fin dal 1920, in concomitanza con l'uscita della circolare n.° 614 G.M., detti distintivi furono apposti sul petto. C’è da dire che già durante il corso della prima Guerra Mondiale, alcuni Piloti Italiani che si brevettavano in Francia, usavano acquistare e portare sul petto un'aquiletta metallica- chiamata BIJOU- e coniata dal gioielliere francese FIX, molto simile a quella Italiana di 1° grado (senza corona), naturalmente questo uso non fu ne generalizzato ne codificato. Questo gioielliere, produsse vari tipi di aquile. Sia piccole, tipo quelle che verranno apposte, una decina d’anni dopo, sulle uniformi da sera della R.A. sia modelli impreziosite da perle.
NOTE:
Una tavola del Cenni riporta alcuni fregi da sottufficiale e truppa addetti ai servizi Aeronautici; da questa tavola si evincono notevoli diversità, non tanto nel disegno ma quanto nei ricami.
Analizziamo brevemente queste differenze: il fregio da sottufficiale e truppa pilota d'aereo,che doveva essere in ricamo dorato per i brevettati di 2° grado e in argento per quelli di 1°, secondo l'illustre disegnatore era in ricamo dorato, indipendentemente dal grado del brevetto per i sottufficiali ed in ricamo rosso per gli Allievi (caporali). Così per i fregi previsti dalla circolare 226 del 1914 -sottufficiali e truppa-i ricami, oltre a quelli previsti-oro e nero a seconda il grado- dovevano essere in ricamo rosso per la truppa se venivano applicati sulla giubba blu turchino, nulla di invariato per i sottufficiali.

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REGIA MARINA

La prima disciplina di questi fregi avviene nel 1916 (atto 612 G.M.R.M.), erano molto simili a quelli già in uso nel R.Esercito, con qualche piccola variazione.
Gli Aviatori con brevetto di "Pilota Militare", compresi i Volontari, portavano, come per l'Esercito, l'Aquila in volo con corona, il tutto in ricamo dorato, gli Allievi Piloti, stesso fregio ma senza corona.

Gli Ufficiali imbarcati sui Dirigibili portavano il fregio come l'Esercito, Ancore incrociate tra due ali, in ricamo dorato, senza corona quelli di bordo, corona argentata il Comandante in 2°, dorata il Comandante-
I Timonieri dei Dirigibili, come per l'Esercito, timone tra ali, chi proveniva già dalla categoria dei timonieri sostituiva il fregio con quello da dirigibile, quest'ultimo veniva apposto immediatamente sopra per le altre categorie;
Per i Motoristi solito motore stellare, come per l'Esercito;
I Radiotelegrafisti di Dirigibile o di Velivolo, fregio non previsto per l'Esercito, era formato da tre coppie di saette tra due ali;
I Cannonieri di Dirigibile, avevano il fregio composto da due cannoni incrociati tra due ali;
Osservatori dal Draken, aerostato come il personale della "Brigata Specialisti del Genio".
Gli Attrezzatori portavano il fregio uguale a quello dei falegnami dell'Esercito, ascia ed elica.
I fregi su descritti, se non diversamente specificato, erano in ricamo dorato per i sottufficiali e in ricamo rosso per sottocapi e marinai, venivano portati su entrambe le maniche subito sopra il fregio di Categoria.

Anche per la R.M. fu istituita la specialità, per Ufficiali ed Aspiranti, Osservatori d'aereo (atto G.U.R.M. n.782/16). La circolare in questione diceva:
"omissis… porteranno lo speciale distintivo per essi stabilito; nessun distintivo sarà portato dagli "Allievi Osservatori Aerei".....omissis" .
Probabilmente il fregio cui si riferisce é quello da Osservatore già in uso nel R.Esercito, scettro e grossa 0 tra le ali.
A differenza del Regio Esercito, per la R.Marina c'è una data che da la certezza di quando i fregi furono portati sul petto al disopra delle decorazioni o al posto di esse (G.U.R.M. n.659/20).
Questi furono i nuovi fregi:
Pilota Aviatore: aquila metallica dorata in volo, con corona per gli ufficiali e senza corona per i militari del Corpo Reale Equipaggi (C.R.E.)_
Ufficiale Aeronauta: come il fregio da Ufficiale Dirigibilista, in metallo dorato, con queste differenze. Comandante di aeronave di grossa o media cubatura, corona dorata su fondo rosso. Comandante di Aeronave esploratrice o Comandante in seconda di Aeronave di media cubatura, corona dorata. Ufficiali di bordo, corona argentata.

Osservatore aereo: fregio metallico dorato composto da uno scettro con scintille tra due ali, con corona per Ufficiali e senza per Militari del C.R.E.;
Timoniere di Aeronave: timone tra le due ali;
Motorista aereo:motore rotativo, tipo Gnome, tra due Ali;
Motorista: motore rotativo tipo Gnome con elica bipala;
Montatore: ascia incrociata con elica bipala.
Questi erano tutti in metallo dorato e venivano portati sul petto sopra le decorazioni o al posto di esse.
Solo il fregio che contraddistingueva il personale della forza aerea del C.R.E. era in ricamo dorato o rosso, a seconda del grado, e veniva portato su entrambe le maniche con il criterio prima esposto. Questo fregio era composto da due ali con al centro un ovale con dentro un ancora.

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