Paolo Caccia Dominioni



Sommario

VITA

Attività letteraria

Monumenti militari

Cartoline

Altri lavori

Onorificenze




VITA
Nato a Nerviano, 14 maggio 1896, morto a Roma, presso l’Ospedale del Celio nell’Agosto del 1992)
Dopo un primo periodo in Sicilia come soldato semplice, nei Bersaglieri, frequentò il corso ufficiali a Torino. Venne quindi assegnato al 4° reggimento Genio Pontieri, dove, divenuto tenente, nel maggio del 1917 si guadagnò una medaglia di bronzo.
Dietro sua richiesta venne trasferito ad una sezione lanciafiamme operante in prima linea sul Carso nell'agosto 1917.
Dopo la ritirata di Caporetto dell'ottobre-novembre 1917, fu trasferito in seconda linea in Valbrenta, dove fu raggiunto dalla notizia della morte in guerra del fratello Cino il 29 gennaio 1918.
Trasferito in Libia nell'aprile 1918, venne adibito a servizi di guarnigione nei dintorni di Tripoli, dove lo sorprese l'annuncio della Vittoria (4 novembre 1918). Ammalatosi di influenza spagnola, venne rimpatriato nel maggio 1919 e congedato l'anno seguente.
Terminati gli studi, si trasferì in Egitto nel 1924, dove avviò la propria attività professionale.
Richiamato una prima volta nel 1933, prese parte ad una spedizione (di carattere esplorativo) operante nell'estremo sud del deserto Libico, il che gli valse il grado di capitano.
Richiamato ancora in servizio per la Guerra d'Etiopia nel 1935, venne dapprima impiegato in una missione di intelligence in Sudan, poi in una pattuglia esplorante aggregata alla Colonna Starace, partecipazione che gli fruttò la Croce di Guerra al Valor militare.
Nel 1941 venne richiamato in servizio per la quarta volta e assegnato al S.I.M. . Insoddisfatto di questa collocazione, chiese di ottenere il brevetto da Guastatore. Che ottenne nel Giugno 1942, presso la 9° compagnia Guastatori del Genio Alpino, comandata dal cap. M.M. Morelli. Gli fu, quindi, affidato il comando del 31º Battaglione Guastatori del Genio. Agli inizi di Luglio, subito dopo la presa di Tobruk (20-21 Giugno 1942), giunse al reparto che condusse fino alla seconda battaglia di El Alamein nel novembre 1942, riuscendo a sfuggire all'accerchiamento con tutto il suo reparto, unico reparto superstite del X Corpo d'Armata Italiano. Ottenne una Medaglia d'argento al valor militare.
Dopo un periodo di convalescenza, nel maggio 1943 si fece promotore della ricostituzione del Battaglione Genio Guastatori Alpini, e ne assunse il comando fino all'8 settembre 1943. Sfuggito alla cattura tedesca, si diede alla macchia entrando nel gennaio 1944 a far parte della 106° brigata partigiana Garibaldi.
Nella Resistenza dopo varie vicende, arrivò ad assumere la carica di Capo di Stato Maggiore del Corpo lombardo Volontari della Libertà nell'aprile 1945. Per la partecipazione alla lotta partigiana gli verrà concessa la Medaglia di Bronzo al Valore Militare.
Dopo la fine della guerra riprese la sua attività nello studio di ingegneria del Cairo, e nel 1948, aiutato anche da molti Guastatori, riuscì a farsi incaricare, dal governo italiano, di recuperare e dare una degna sepoltura ai nostri caduti in A.S..
Raggiunto da un altro Guastatore, il Caporal Maggiore Renato Chiodini, iniziò la pericolosissima e pietosa opera.
Oltre al recupero delle salme, non solo italiane, progettò e fece costruire il famoso cimitero di Quota 33.
Dall’esperienza, terribile, della battaglia di el Alamein e di quella ancora più drammatica del recupero delle salme, trarrà l’oggetto per il suo più famoso libro :
”El Alamein 1933- 1962” premio Bancarella 1963.
Durante il soggiorno nel deserto, conobbe la futura moglie: Elena Sciolette, figlia di un valorosissimo ufficiale della R. Marina.
Oltre al Sacrario di Quota 33, progettò moltissimi altri sacrari, cappelle e monumenti.
Nel 2002, a 10 anni dalla sua morte, in occasione del 60º anniversario della battaglia di El Alamein, il Presidente della Repubblica ha concesso al tenente colonnello Paolo Caccia Dominioni di Sillavengo la Medaglia d'Oro al Merito dell'Esercito "alla memoria".
Questi capitoli, successivi, vogliono evidenziare i vari lavori di Caccia Dominioni. Non sono elenchi esaustivi in quanto si scoprono sempre cose nuove che ha prodotto lungo la sua lunga vita. Chiunque voglia integrare l’elenco può contattarmi. Inoltre, per problemi di spazio, non ho messo tutto il materiale in mio possesso.


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Attività letteraria
- Fine del Carso. 1928
Si tratta di una prima raccolta di scritti e di articoli dedicati ai momenti più difficili della guerra
- Basta con questa guerra. Cairo d’Egitto. 1931
si tratta di sette articoli già apparsi su periodici, come L'Alpino, Il Quaderno, Numero ed il Giornale d'Oriente.
- Amhara - Cronache della Pattuglia Astrale. 1937 ed. Librarie Plon (in lingua francese, ripubblicato in italiano nel 2006)
Etiopia 1936: la sedicente Pattuglia Astrale, unità di ricognizione comandata da Paolo Caccia Dominioni ha il compito di esplorare il territorio e di precedere una delle colonne avanzanti in Abissinia. Compito cui il comandante, forte dei suoi trascorsi africani e della conoscenza dell'arabo, è perfettamente adatto. È diviso in tre parti: la prima è relativa alla colonna Gastinelli, la seconda alla colonna Starace e, l’ultima, narra del raggiungimento del lago Tana.
- Resurrezione e ardore di un cantiere in terra lontana. Ankara d’Anatolia estate 1938 XVI.
- Risvegli nella sera. 1940
È il primo dei quattro racconti. Racconto di 4 sogni.
- Registro di bordo. 1944 (stampato alla macchia).
È una raccolta di scritti dal 1915 al 1944.
- Anche l’Italia ha vinto. 1945 ed. Mercurio. AA.VV. contiene l’articolo “Cella numero otto”
Parla della sua “avventura” nel carcere di Milano San Vittore durante la Resistenza.
- Takfir. 1947 ed. Alfieri
Narra le vicende, nelle prime due edizioni, 1947 e 1948, del XXXI battaglione Guastatori del Genio. Forse è il primo volume, sulla seconda guerra mondiale, che prende le difese dei nostri soldati. Nella 3° edizione (1967) è aggiunta una parte scritta dalla med. d’Oro al V.M. Izzo, sul V° Btg. del 186° Folgore
- Casa del perduto amore. 1949
È il secondo dei quattro racconti. La ruota del tempo. Come un uomo possa ritrovarsi, in vari momenti della propria vita, negli stessi posti.
- Il fantasma onorario. 1957
È una dei quattro racconti. Stupendo scritto, di poche pagine, scritto con spirito fantastico. Narra di un’apparizione, a Quota 33, di fantasmi scesi a terra. La copia, in mio possesso, è dattiloscritta, con bellissime tavole.
- Alamein 1932-1962. 1962 Ed. Longanesi & C. (Premio Bancarella 1963)
Forse il libro fu famoso. Una prima parte, parla della guerra in A.S. nel periodo in cui l’autore era al comando del XXXI°, la seconda parla della straordinaria vicenda che lo vide in primo piano, nel raccogliere nel deserto, ancora pieno di mine, i corpi di molti caduti Italiani e delle altre nazioni. Interessanti appendici con nomi e reparti.
- 1915-1919. 1965. Ed. Longanesi & C.
Parla della sua esperienza durante tutta la Grande Guerra. Dalla partenza dalla Sicilia, come semplice Bersagliere, ai trascorsi, come ufficiale, nel 4° reggimento Genio (pontieri) e tra la nascente specialità Lanciafiamme.
- Ascari K7. 1966 Ed. Longanesi & C.
È il volume Amhara, opportunamente tradotto, integrato con nuove tavole e con le avventure dell’agente, dei servizi, K7.
- Le 300 ore a Nord di Qattara. 1972. Ed. Longanesi & C.
- Alpino alla Macchia. 1977 - Cronache di latitanza 1943-1945. Ed. Cavallotti.
Il Maggiore Paolo Caccia Dominioni, in viaggio verso Roma, dopo aver lasciato il XXXI ad Asiago, viene colto dall’8 Settembre. Sceglie, assieme ad alcuni fedelissimi, di darsi alla “macchia”.Comandando la sezione di Nerviano della 106° Brigata Garibaldi e in seguito, come Capo di Stato Maggiore del CVL -
- La frana del San Matteo. 1983 Ed. Cavallotti
Narra la vicenda di un sottotenente trasferito da Udine al forte di San Matteo nel sud dell'Eritrea nell'autunno 1889.
- Casa Caccia Dominioni.
È l’ultimo dei quattro racconti. Narra delle vicende della famiglia. Dal Medio Evo ad oggi.

Oltre a queste opere ha prestato la ”matita” :
“Noi e loro” di A. Bechi Luserna; Ed. Alfieri;
“Britannia in armi” di A. Bechi Luserna; Ed. Alfieri;
“Cronache del Genio Alpino”. AA.VV.; ed. Mursia
“Le truppe alpine nella seconda guerra mondiale” A.N.A. Cavallotti editore;
“I ragazzi della Folgore” di A. Bechi Luserna; Ed. Libri Artisitici;
“La sagra di santa Gorizia”.

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Monumenti militari (Alcuni progettati e non realizzati):
- Viterbo: “Al paracadutista d’Italia”;
- Castro Marina: “La Cappella della Folgore”;
- Gorizia: “Monumento ai deportati” (Foibe);
- Gorizia: “Amedeo di Savoia Duca d’Aosta;
- Udine: “L’Artigliere alpino del terzo”;
- El Alamein: “Q.33”;
- Murchison (Australia): Cappella Ossario;
- Bari: “Sacrario”;
- Tobruk;
- Tripoli.

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Cartoline:
Quelle pubblicate rappresentano una parte, molte sono le varianti. A tutt’oggi è difficile catalogarle tutte.
Militari, con soggetti che vanno dai Guastatori del Genio, a tutti gli altri reparti, Paracadutisti, Bersaglieri, Alpini. Ecc. La più famosa quella delle bande : “Con la morte a paro a paro”;
Ville e costruzioni in generale;
Auguri, di casa Dominioni;
Atre tematiche minori.

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Altri lavori:
- Francobollo Fiera di Milano 1949;
- Erinnofili;
- Stampe di vario genere, soprattutto a soggetto militare: famose quelle sui corpi coloniali.

Calendari:
- Brigata Folgore;
- LI battaglione Genio “Legnano”;
- 3° battaglione Guastatori “Verbano”;
- Genio Alpino;
- Bersaglieri,
- Brigata meccanizzata “Isonzo”.

Quadri;
Pubblicità varie.

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Onorificenze:
— Medaglia d’Oro al Valor dell’Esercito
— El Alamein, Sahara Occidentale Egiziano, 1942-1963: Medaglia d’Argento al Valor Militare
— El Alamein, Novembre 1942: Medaglia di Bronzo al Valor Militare
— Isonzo, 1917: Croce di guerra la Valor Militare
— Africa orientale, 1936: Croce di 2° Klasse dell’Ordine della Croce di Ferro Tedesca
— El Alamein, 1942: Encomio solenne;
— 27 Agosto 1941: Encomio solenne;
— El Alamein 30-31 Agosto 1942: n.3 croci al merito di guerra.

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